Quando nasce un bambino nasce anche un Padre...

 

Rispetto un tempo, oggi il ruolo dell’uomo all’interno della famiglia ha assunto nuove competenze genitoriali. Basti pensare come la donna era colei che metteva al mondo il proprio figlio, il padre, invece, colui che trasmetteva i valori e lo introduceva nella società. Attualmente la figura materna e quella paterna tendono sempre più ad avvicinarsi: entrambe si occupano delle cure primarie del loro neonato.

Per capire l’importanza del ruolo paterno durante la gravidanza e soprattutto, durante la fase puerperale, è necessario fare una distinzione tra l’Essere Padre ed il Sentirsi Padre. L’essere padre è il riconoscimento dell’uomo di funzioni e responsabilità; il sentirsi padre, invece, è la percezione emotiva della paternità, la capacità di costruirsi un’immagine di padre accanto al proprio bambino.

Per favorire il valore del ruolo paterno è necessario che lui sia attivamente presente nella vita del piccolo, ancor prima che nasca. Cosa vuole dire per un futuro genitore essere attivo in gravidanza e durante l’esogestazione?? Essere attivi è fungere da sostegno per la propria compagna: un sostegno emotivo, un sostegno pratico, ma soprattutto una base sicura per lei.

 

Durante la gravidanza essere coinvolti  sia nelle realtà pratiche quali i corsi di accompagnamento alla nascita, gli esami e le ecografie, le visite mediche, gli acquisti per la mamma ed il futuro nascituro, sia nella condivisione delle emozioni: paure, timori, sensazioni di gioia, percezioni dei movimenti in utero del piccolo, parlare con lui in utero, incrementa nell’uomo la sua autostima e la sua importanza in un percorso che non è dualistico madre-bambino, bensì una vera triade, madre-padre-bambino. Inoltre, un suo ruolo attivo durante il travaglio ed il parto permette alla mamma di vivere maggiormente un’esperienza positiva della nascita.

 

Una volta tornati a casa, ricercare momenti per la coppia, trascinarlo nelle varie fasi dell’allattamento, ricondividere momenti passati come il parto, emozioni, sensazioni positive, ma anche quelle negative, faranno in modo di sentirlo meno escluso, avviando così l’instaurarsi del sentirsi padre.

 

I neonati mostrano lo stesso comportamento di attaccamento alle loro madri e ai loro padri quando entrambi sono persone di riferimento attivi. L’ipotesi che il comportamento genitoriale della madre sia piú caratterizzante di quello del padre, non trova scientificamente maggior riscontro. I padri ovviamente hanno un aspetto diverso: hanno un odore diverso, parlano in modo diverso, cullano i loro bambini in modo diverso, li fasciano e si prendono cura di loro in modo diverso, li nutrono e giocano in modo diverso. Questa varietà di esperienze sensuali e fisiche fa bene ai bambini.

 

Genitori non si nasce, si impara. L’importanza della madre è fondamentale. Quella del padre ancora di più. La triade è la base più sicura da cui il bambino apprenderà la felicità chiamata “famiglia”.