“Ci sono momenti in cui vale il principio delle tre A: Ascoltarsi, Accettarsi, Amarsi”

Oggi in Italia una donna su nove si ammala di tumore al seno. I numeri riportati però, grazie all’introduzione degli screening per la diagnosi precoce, registrano un netto calo della mortalità a causa della patologia nella popolazione femminile.
L’autopalpazione al seno è uno degli strumenti principali che la donna ha a disposizione ai fini della prevenzione del tumore alla mammella: un test ottimale di autovalutazione che permette di imparare a conoscere il proprio seno ed identificare la presenza di eventuali irregolarità.
Quando farla?? Si preferisce effettuarla periodicamente una volta al mese tra il settimo ed il quattordicesimo giorno del ciclo mestruale (se questo è regolare) o comunque una settimana dalla fine della mestruazioni a partire dai 20 anni di età. Questo perché la struttura, la conformazione, la densità del seno, nonché la dolorabilità della donna, risentono notevolmente delle variazioni ormonali tipiche di tale fase.
Come si esegue??? Sono due le fasi principali che costituiscono l’autopalpazione del seno:
- Osservazione: si inizia osservando l’aspetto del seno e la conformazione dei capezzoli. Di fronte ad uno specchio ci si posiziona inizialmente con le braccia lungo i fianchi, poi con le braccia sollevate. Tali pose permettono di identificare bene sia la zona pettorale, sia la zona ascellare.
- Palpazione: dopo l’osservazione si procede alla palpazione vera e propria. Anche in questo caso sono principalmente due le posizioni da adottare. La prima in stazione eretta con un braccio dietro la nuca: attraverso movimenti concentrici di tre dita della mano opposta al seno palpato si effettuano delle piccole pressioni per ogni quadrante della mammella. Per un corretto esame, si procede in senso orario, come se la mammella fosse l’immaginario quadrante di un orologio, che va tastato in un giro completo: la parte superiore della mammella corrisponde alle ore 12, poi ci si sposta sull’1, fino ad ultimare il cerchio. A seguire, il movimento va effettuato dall’alto verso il basso, ed ancora, dall’esterno verso il capezzolo. Tale procedura permette di evidenziare eventuali masse anomale, indurimenti o ispessimenti. La seconda posizione da adottare, invece, consiste nell’essere sdraiata, sempre con un braccio piegato dietro la nuca. Anche in questo caso si effettuano gli stessi movimenti prima circolari, a seguire dall’alto verso il basso e radiali. La palpazione deve avvenire per entrambe i seni: per finire, è fondamentale stringerei delicatamente i capezzoli tra le dita per rilevare possibili fuoriuscite di liquido.
Cosa osservare???? Durante l’esame è molto importante porre attenzione ai cambiamenti di forma o di dimensione del seno; ad eventuali ispessimenti dell’area ascellare; a perdite di liquido dai capezzoli; raggrinzimenti, rilievi o dolore anomalo della zona esaminata. Se nel corso dell’autoesame dovessero emergere anomalie od irregolarità, non c’è bisogno di allarmarsi, ma è di estrema rilevanza informare il medico, che prescriverà le indagini diagnostiche adeguate allo scopo di fugare ogni dubbio.